ESCLUSIVA TC - Turotti: "Tra tanti ricordi vi racconto i miei anni alla Cremonese"

di Nicolò Bonazzi
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Un'esperienza lunga quattro stagioni e tanti ricordi vissuti sulla propria pelle. Sandro Turotti, ex direttore generale della Cremonese, ha passato diverse stagioni sotto l'ombra del Torrazzo vivendo in prima persona quasi tutta la gestione Arvedi. Arrivato nell'estate del 2008 dopo un'esperienza all'Albinoleffe, l'ex dirigente grigiorosso ha accompagnato la squadra dall'anno dei vari Morfeo e Riganò fino alla scorsa semifinale playoff persa a Trapani passando per il Calcioscommesse. In esclusiva ai microfoni di TuttoCremonese, il direttore si racconta rivivendo quattro anni di passione partendo dagli albori della sua avventura, dividendosi tra tanti ricordi sia positivi che negativi.

Buon pomeriggio direttore. Lei ha ricoperto il ruolo di direttore generale per quattro stagioni vivendo da vicino tutte le recenti avventure della Cremonese. Partiamo dal 2008/2009, un anno un po' difficile in cui la squadra non riuscì a decollare. Quali furono i problemi secondo lei?
Secondo me alla base di tutto ci furono principalmente due problemi: il primo era legato alla stagione precedente in cui la società, dopo il passaggio di proprietà avvenuto in extremis, fu costretta ad operare sul mercato senza la giusta tranquillità: il mercato era diverso, c'erano più soldi e i giocatori avevano contratti diversi. Quando arrivai a Cremona la situazione non era semplice perchè alcuni giocatori come Colucci, Zauli, Ferrarese, Moretti e Chomakov erano legati da contratti onerosi: c'era la necessità di cambiare qualcosa e si voleva fare di tutto pur di realizzare le nostre volontà, ma questo fattore andò a pesare sul clima all'interno dello spogliatoio. Il secondo problema fu la malattia di Ivo Iaconi, un fattore che buttò giù di morale tutti quanti. In quell'occasione fu bravo il Cavaliere Arvedi a creare un ambiente tale da permettere al tecnico di poter operare nelle condizioni migliori possibili. Con l'arrivo di Mondonico le cose non migliorarono e inoltre alcuni giocatori voluti fortemente dal tecnico non riuscirono a esprimersi al meglio. Se poi aggiungiamo il fatto di aver perso la Coppa Italia di Serie C, quella fu proprio una stagione travagliata.  

L'anno seguente, però, le cose cambiarono...
L'anno dopo il lavoro condotto fu eccezionale: abbassamo il budget del 40%, ci lasciammo alle spalle i vecchi contratti e costruimmo una squadra compatta all'interno dell'ambiente giusto per fare bene. La rosa era completa sin dall'inizio, giocavamo un bel calcio e così arrivammo fino alla finale dei playoff. Mi auguro soltanto che quel campionato non si concluse con la promozione soltanto per problemi tecnici e demeriti sportivi... Magari con un epilogo diverso ora saremmo a divertirci in categorie superiori.

Si arriva così al 2010/2011, l'anno del Calcioscommesse...
Su questo argomento vorrei non ritornarci perchè ci sono indagini tuttora in corso e perchè è una ferita aperta che non si è ancora rimarginata e che farà fatica a rimarginarsi. Quell'anno non si sapeva cosa c'era sotto, c'è chi dava la colpa a me, chi ad Acori, chi ai giocatori. C'erano i primi sentori, ma quando la verità venne a galla il fatto non fu piacevole per nessuno. Quando succedono queste cose ti rendi conto che tutto il lavoro svolto dagli addetti, tutti i soldi investiti e tutte le forze profuse vengono annullate da fatti che con lo sport non c'entrano nulla. Penso che la Cremonese in tutto questo abbia avuto un trattamento ben diverso rispetto a quello che si sarebbe meritata e rispetto a quello che hanno avuto altre persone. 

Dopo un'estate bollente si riparte con il calcio giocato e la stagione 2011/2012 può finalmente iniziare. Come ha vissuto lo scorso campionato?
Partire con sei punti di penalizzazione è stato un handicap non di poco conto, soprattutto per una squadra pronta a lottare per la promozione come la nostra. Abbiamo pagato alcuni errori, in primis quello interno di sperare in una riduzione della pena sportiva: questo mancato sconto non ci ha facilitato ma alla fine siamo arrivati ai playoff. Nel corso dell'anno abbiamo commesso diversi errori da suddividere fra tutti, ma c'è da dire che anche la buona sorte non è stata dalla nostra parte. A pensare ai gol che abbiamo sbagliato a Trapani...

E ora? Dopo aver lasciato Cremona ha avuto qualche contatto?
Dopo aver rescisso il contratto ho avuto un'opportunità in una squadra che doveva cambiare proprietà. Quando tutto sembrava risolto mi avevano chiamato, ma alla fine non si concretizzò nulla. In un secondo momento ho avuto un'altra richiesta, ma anche in questo caso non si mise nero su bianco. Al momento mi godo il calcio da spettatore e sto guardando molte partite senza l'ansia di dover trovare sistemazione: staremo a vedere se in futuro succederà qualcosa.


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